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Salvatore Quasimodo nacque a Modica, all'epoca in provincia di Siracusa, da Gaetano Quasimodo (capostazione) e Clotilde Ragusa. La permanenza a Modica della famiglia Quasimodo durò poco più di 12 mesi. Il padre Gaetano, infatti, vi giunse alla fine del 1900. Il 20 agosto 1901 nasce il poeta. Ma come egli stesso narra in un'intervista televisiva, dopo qualche giorno dal suo primo compleanno, in seguito all'inondazione di Modica del 25-26 settembre 1902, partì per Roccalumera dal nonno Vincenzo, il quale condusse al sicuro nella casa familiare roccalumerese la madre Clotilde, il poeta e gli altri fratelli di poco più grandi. Il padre Gaetano, intanto, dopo due mesi dalla nascita di Salvatore, ossia nell'ottobre 1901, era stato trasferito ad un'altra stazione. La famiglia pertanto dopo l'ottobre del 1902 non tornerà più nella città natale. Salvatore già da bambino fu costretto a spostarsi frequentemente con la propria famiglia al seguito del padre nelle varie stazioni ferroviarie siciliane ove egli era inviato a prestare servizio. Questi, infatti, iniziò a lavorare in ferrovia all'età di 7 anni, venendo impegnato alla costruzione del binario ferroviario Messina-Catania. Attivati i transiti dei treni, il padre fu mantenuto in servizio come ferroviere.
Il padre andò in pensione nel 1927 e dopo una breve permanenza a Firenze, durante la quale perse la moglie, si ritirò definitivamente nella sua casa di Roccalumera, dove visse con due sorelle che non si erano sposate. Salvatore, seguendo il padre di stazione in stazione, frequentò le prime classi a Gela e poi negli altri luoghi. Subito dopo il terremoto di Messina del 1908 andò a vivere a Messina, dove il padre era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Prima dimora della famiglia in quei tempi furono i vagoni ferroviari. Si trasferì in seguito in un'abitazione sita in via Crocerossa, dove trascorse gli anni delle scuole tecniche, frequentate presso l’Istituto "Jaci" dove conseguì il diploma di geometra. Trascorreva le estati ed il tempo libero a Roccalumera, insieme ai fratelli (luogo che lo ispirerà ad esempio in Vicino a una torre saracena, per il fratello morto).
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